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FONDAZIONE

Susana Moraleda, messicana, fonda a Roma il Balletto Folkloristico Messicano "Los Rancheros" il 7  aprile 1977, nell'ambito del dopolavoro di una nota organizzazione internazionale, con l'unico obiettivo di diffondere il folklore messicano in Europa, senza fini di lucro.

Breve storia

L'arrivo di un nuovo ambasciatore a Roma fece sì che un funzionario dell'Ambasciata suggerisse a Susana di preparare una festa messicana con balli tradizionali, sapendo che questa aveva studiato ballo folkloristico messicano fin da bambina, e partecipato come ballerina in un gruppo professionale dell'Istituto della Sicurezza Sociale di Città del Messico.Questo funzionario finanziò i primi costumi tradizionali che Susana fece confezionare a Roma stesso, in maniera semplice ma non tanto economica. Susana si occupò, inoltre, di trovare quelli che dovevano diventare ballerini: 12 messicani di passaggio a Roma, ai quali insegnò tre semplici balli tradizionali da presentare all'Ambasciata da lì a tre mesi.

Susana, grazie al fatto che lavorava in un'organizzazione internazionale, ottenne la possibilità di tenere le lezioni in un salone all'interno della sede, a condizione di creare formalmente il gruppo nell'ambito del dopolavoro di questa organizzazione. I primi spettacoli si fecero all'Ambasciata Messicana ed al Collegio Messicano (residenza di sacerdoti messicani a Roma).

Successivamente, il Gruppo venne contattato dall'Ufficio di Turismo del Messico a Roma per collaborare in programmi di sviluppo turistico e così iniziò una serie di manifestazioni per tutta Italia, suscitando l'interesse di alcuni impresari, dando luogo a proposte di spettacoli.

Dopo una serie di esibizioni, un consistente numero di partecipanti italiani e stranieri iniziò a mostrare interesse nei balli messicani e nella cultura messicana in generale, rendendo così possibile la formazione di un gruppo stabile formato da rappresentanti di varie nazioni.

Nel 1982 l'Ambasciata messicana propose la creazione di una scuola di folklore messicano a Roma, con il patrocinio della stessa e sotto la direzione di Susana, ma il progetto non fu realizzato per mancanza di sovvenzioni.

Nel 1985, dopo il disastroso terremoto che colpì il Messico, Susana organizzò due spettacoli per raccogliere fondi da inviare ai terremotati, patrocinanti la Caritas Diocesana di Roma e la Croce Rossa Internazionale. Vennero raccolti fondi per circa $40,000 dollari ed inviati ai bisognosi.

L'attività del Gruppo coinvolge tutta la famiglia di Susana: il marito, Nino Dragotto (italiano), è Presidente, amministratore e fotografo; la figlia Marisol, Vice-Direttrice e prima ballerina; il figlio Luis, ha suonato la chitarra e la vihuela per diversi anni nel primo mariachi creato nell'ambito del Gruppo, e posteriormente fondò il secondo. Attualmente entrambi questi mariachis lavorano indipendentemente dal gruppo di ballo.  Un terzo mariachi (un mini-mariachi) appare nella scena, già formato, e composto da 3 musicisti venezuelani con i quali il Balletto si esibisce in diversi spettacoli. Il quarto mariachi si forma a partire dal secondo, ed il quinto mariachi a partire dal primo. È con quest'ultimo che il Ballet collabora attualmente. 

Susana e Marisol, inoltre, si recano periodicamente in Messico per corsi di aggiornamento di folklore messicano nelle principali scuole specializzate della capitale, per rinnovare il repertorio del Gruppo.

Vestiario

Una parte dei costumi in possesso del Gruppo, vennero gentilmente donati dalle mogli degli ex-presidenti della Repubblica Messicana: la Sig.a López Portillo e la Sig.a Esther Zuno de Echeverría, e ciò grazie all'intervento di uno degli ambasciatori del Messico a Roma, E.mo Dott. Augusto Gómez Villanueva. Il rimanente vestiario è stato acquistato in Messico in occasione dei viaggi privati di Susana e di alcuni membri del Gruppo.

Attualmente il Gruppo annovera più di 200 costumi di 19 diversi stili.

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Il Gruppo sopravvive già da 34 anni (al 2011). Ha generato a sua volta altri due gruppi di ballo folkloristico messicano che svolgono la loro attività indipendentemente.

Più di 300 persone di ogni nazionalità hanno appreso con Susana a Roma il ballo messicano. Momenti di allegria si sono alternati a momenti di tristezza, ma, ciò nonostante, Susana non si è fatta prendere da scoramento, vieppiù spronata dalla sua insaziabile ambizione di diffondere il vero folklore messicano al di fuori del suo paese.

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